mercoledì 3 aprile 2013

Il Derby, la gioventú, il Califfo

Foto ripresa da: http://www.asromavideo.com

Il Derby, la gioventú, il Califfo




Lunedí 8 Aprile 2013 giocheranno la A.S. Roma e la S.S. Lazio, allo stadio Olimpico di Roma, il Derby della capitale numero 140 della storia del Campionato di Serie A. Il primo incontro scontro tra le due compagini capitoline si svolse l´ 8 Dicembre del 1929 allo stadio della Rondinella, che sorgeva nell'area alberata compresa tra l'attuale curva nord dello Stadio Flaminio ed il  Palazzetto dello Sport. A portare a casa il risultato pieno fu la Roma allenata da Burgess con una rete di Rodolfo Volk, detto “Sciabbolone”, nel secondo tempo.

Il 23 Ottobre del 1932, allo stadio del Partito Nazionale Fascista, due calciatori Brasiliani naturalizzati italiani DeMaria e Castelli segnarono i due gol, intramezzati da una rete del solito Volk,che regalarono il primo successo alla formazione bianco e celeste.

Dopo l´ultimo Derby vinto dalla Lazio per 3 a 2 l´ 11 Novembre dello scorso anno, la classifica degli scontri diretti tra le due compagini capitoline,per quel che riguarda incontri della serie A, vede in vantaggio la Roma con 48 successi contro i solo 37 della Lazio e 54 pareggi.

Il primo Derby che ricordo in maniera cristallina é un Roma-Lazio di coppa Italia a cui assistetti dal vivo il 9 Settembre del 1984. Era una giornata calda ed afosa. Mio fratello Luca, pur essendo simpatizzante milanista, vendeva prima delle partite, per guadagnarsi qualche soldino essendo ancora uno studente universitario, un quindicinale sportivo dei tifosi e club biancoazzurri dal titolo Eagles Supporters, rivista che credo, se la memoria non mi tradisce, avesse come editore il grande, in tutti i sensi, Giampiero „Bisteccone“ Galeazzi. Quel 9 settembre di 29 anni fa mi porto´ con lui allo Stadio e dopo la vendita delle riviste riuscimmo ad intrufolarci nel settore distinti sud. Ricordo indelebilmente che nell´attesa dell´incontro furono accesi in curva sud due fumogeni giallo-rossi che impestarono di un fumo densissimo e dolciastro per piú di venti minuti il nostro settore. Un leggero refolo di vento portó via lentamente la nube giallorossa, proprio mentre stava per cominciare il primo derby allo stadio della mia vita. Ricordo le gradinate in pietra verde chiaro e la romanitá che si respirava in quello stadio cosí romanamente pieno. Fu una partita a scacchi fino agli ultimi trenta minuti quando prima Iorio, su calcio di rigore, e poi Antonio di Carlo, detto il sinistro di Dio, con una staffilata imprendibile dal limite dell´aria, risolsero a favore della Roma la partita. Fu una soddisfazione incredibile, raddoppiata dal successo,nello stesso girone, del Genoa per 5 a 0 sulla Pistoiese che eliminó la Lazio dal prosieguo del torneo.Fu la giornata che rese la mia simpatia per le maglie giallorosse una passione per sempre.

Non sono mai diventato un fanatico della Roma, ed ai tempi del liceo il mio migliore amico, Gianluca, era tifosissimo dell´ Inter. La sua passione per i colori neroazzurri era dovuta al fatto che suo padre Sandro gioco´ nelle giovanili dell´Internazionale prima di trovare un posto di lavoro alle Poste e Telegrafi, dove divenne per tutti „il Capitano“ a causa delle sua abilitá calcistiche che dimostró nella squadra dell´ente di stato. Il 7 Giugno 1991 Gianluca invitó me ed altri 6 amici nel ristorante gestito dal „Capitano“ in via dell´Orso, nel centro di Roma, per festeggiare i suoi diciotto anni. Fu una cena molto piacevole. Sandro cucino´ come sempre in maniera impeccabile dei piatti molto saporiti. Intorno alle 10 di sera entro´nel ristorante con nostra grande sorpresa Franco Califano. Ero a conoscenza che il Capitano ed il Califfo si conoscevano da molti anni ma mai e poi mai mi sarei aspettato di vederlo quella sera, seduto con noi per festeggiare il compleanno del mio amico Gianluca. Fu una serata esilarante ed il Califfo scatenó con le sue battute in romanesco una ilaritá contagiosa. A fine serata Califano regaló a tutti una copia autografata di un suo libro di poesie e canzoni, libro che ancora oggi fa parte della mia biblioteca trasferitasi negli ultimi anni della mia ancor giovane vita da Roma a Berlino. Sono ancora grato a Gianluca per quella serata bellissima e la recente scomparsa del „Maestro“ mi ha fatto tornare in mente quel periodo scanzonato della mia giovinezza.

Sono passati 22 anni da quella serata felice e nella mia vita sono cambiate tante cose ma non é cambiata quella tensione emotiva che sale la settimana che precede il Derby della Capitale, anche oggi che vivo a piú di 1500 chilometri di distanza. É l´attesa del tifoso della Roma che Franco Califano ha gioiosamente descritto in queste righe che trascrivo a conclusione di questo mio ricordo di gioventú.

Er Tifoso

E' venerdì comincia la mia attesa
sempre così quanno giocamo in casa
fino a domenica so' come 'n omo in coma
me po' resuscità solo la Roma.
'Sti giorni nun me va' de pensa' a gnente
sparisco da 'sto mondo co' la mente.
A casa mia lo sanno e stanno boni
nessuno ma da' rompe li cojoni.
Quanno era mi fijo ebbe la scarlattina
io l'ho saputo lunedì mattina
nessuno s'è azzardato a dillo prima.
Divento 'n animale nun lo nego
Mi moje c'ha la febbre? Io me ne frego.
Se sa che vojo sta' pe' conto mio
'sti giorni nun c'ho moje e nun c'ho fijo...
Lei nun sta bene? Er pupo c'ha la bua?
A lei je passa, ar pupo? Cazzi sua!
Mi moje e brava nun me da mai torto
gioca da sola a carte 'nzieme ar morto.
Ma er sabato alla sera 'n capo al letto
ce mette sempre un nastro giallo rosso
poi co' Venditti e Grazie Roma ha fatto
e 'n du' minuti me la trovo sotto.
Vo' fa' l'amore, sa che 'n c'è problema
me fa' eccità parlanno della Roma.
E quanto è boia quanno se mette addosso
quer tanga mezzo giallo e mezzo rosso
je faccio 'na discesa fra le tette
e je lo vado a buttà sotto ar sette.
Mentre me bolle er sangue nelle vene
me dice: amore voi la formazione? 
"Nun me la da' Nun vedi so' distrutto
La formazione no, che spacco tutto!"
Invece lei comincia dar portiere
poi me sussurra er nome dei terzini...
nun ce se crede quanto me conosce
quanno che ariva all'ala, apre le cosce...
Poi la mezz 'ala e quanno vie' la punta
io strillo: gooool... mentre lei se lamenta...
poi dice: adesso fatti un riposino
mentre alla porta bussa er ragazzino:
"che c'è papà, qui s'è sentito 'n botto...
hanno segnato? Er gol, ma chi l'ha fatto?"
"La Roma... chi l'ha fatto... torna a letto"
"Perché nun m'hai portato alla partita?"
"Perché l'hanno giocata anticipata..."
"E mamma come sta? S'è in fortunata?
Se lamentava... ma che s'è stirata?"
"Me sa de si... j'ho fatto 'n brutto fallo
me so' beccato er cartellino giallo!"
Devo dormi', prima porto la testa
dove stanno in ritiro i giocatori
dopo domani sera, grande festa
l'Europa sarà nostra... l'artri fori...
Ma manco chiudo l'occhi lei se sveja
e co' la mano cerca, trova e pija
e ricomincia ar volo: Grazie Roma...
"Ma te ne vai a fa' 'n culo... che sei scema?
ce so' le lamentele der palazzo
qui l'inquilini se so' rotti er cazzo
de grazie Roma e della formazione
la gente dorme, nun je sta più bene
dormo pur'io 'sta mano te la stacco
e co' quer tanga 'n giorno te ce 'mpicco,
adesso me necessita un riposo
ma lo volemo rispetta' er tifoso?
Poi dice: la violenza negli stadi
ma quella de tu' moje, come a vedi?"
Domani al mio ritorno che amo vinto
pe' festeggia' ve porto ar ristorante
poi 'n brindisi alla magica che ha spinto
sull'acceleratore, finalmente.
E da domani er monno è giallo rosso,
sto a pijà sonno, vedo l'uefa a 'n passo...
ale' oh... oh... ale' oh... oh... ale' oh... oh... oh...

Dopo la partita

Nun ce l'hai fatta... Roma te ringrazio
fortuna che ha beccato anche la Lazio...
come hai giocato oggi Roma bella
perdevi pure contro er don Guanella.
Sur campo nun ce se capiva gnente...
quello straniero novo, se è 'n tornante
deve fa' si er tornante, ma 'n privato
deve tornante da dov 'è arivato!!
Ce manca a ogni settore 'n elemento
se no, chi lo fa più l'abbonamento.
Vivemo ancora a ricordà Farcao
quello era 'n gatto che faceva rniao
semo rimasti co' la testa 'n cielo
co' l'artri che ce pijano per culo.
Arivo a casa dopo la sconfitta
mi moje è sulla porta che m'aspetta:
"Sta su se no sta male anche tu fijo
nun ce penzà ar mangià cucino io."
E a passo lento se ne va 'n cucina
è così dorce che me fa 'n po' pena
"Aoh, vie' qua', ma come te vie' 'n mente?
Preparate che annamo ar ristorante.
La Roma ha perso; 'mbe' che è corpa tua?!
e io nella vita 'n posso cambia' idea.
Avevo detto: solo se vincemo?
E noi c'annamo pure si perdemo.
Pensavo: nun po'perde... è troppo forte
pensavo: è decisiva, Europa o morte
pensavo a tante cose che nun dico.
Ma ce l'avrà li sordi Ciarrapico?
David Rodino